La donazione dell'opera da parte dell'artista è da porre in relazione alla partecipazione ad alcune mostre realizzate agli inizi degli anni Novanta. La struttura compositiva di questo dipinto, che fa parte di un recente ciclo pittorico intitolato L'anima dell'etrusco, è indicativa di un sostanziale passaggio della pittura di Righini dalle figurata astrazione all'astrazione pura.
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