Nato a Cesena nel 1931; più giovane di circa un decennio di Alberto Sughi, Giovanni Cappelli e di Luciano Caldari, Piraccini esordisce presto nella città natale, da cui si allontana successivamente per lavorare a Firenze con Marcello Muccini.
Momento decisivo della sua formazione artistica è anche il trasferimento a Roma e l'intensa esperienza del clima romano degli anni tra il '50 e il '60 di tendenza realista esistenziale (Guttuso, Vespignani).
Ottiene i primi risultati a livello nazionale con il premio della Resistenza, Ferrara 1956 e internazionale alla Mostra mondiale di giovani artisti a Mosca (1957). Ad un'intensa attività espositiva in gallerie private (Roma, Milano) si affiancono mostre antologiche dedicategli dai Comuni di Faenza, Forlì (1982), Budrio e Cesena (1988); quest'ultima riunisce quarant'anni di lavoro ed è accompagnata da testi di Trombadori.
La ricerca di Piraccini, pur traendo le mosse dala cultura figurativa cesenate del secondo dopoguerra se ne distingue per un'attenzione ed una sensibilità più spiccata ai valori materici ed evocativi della pittura puntando ad un "informale atmosferico" che sfalda il nucleo originario di figurazione. |