Presentazione
di Luciano Bernardini
L'industria del turismo e delle vacanze ci ha abituati ad una visione che privilegia l'immaginario dei luoghi: le sue fotografìe inneggiano allo stereotipo, propongono colori tanto saturi da risultare irreali, enfatizzano le valenze esotiche, perseguono visioni ristrette per catturare solo i particolari più fotogenici ed escludere quelli in grado di disturbare la patinata quiete solare della pubblicità balneare. Il progetto spazi ritrovati ha finalità assai diverse: produce, infatti, repertori foto-documentari dove la visione esce dalla norma per allargarsi ed abbracciare quanto più spazio è, tecnicamente, possibile. L'impiego del bianco e nero unito alla visione panoramica orbicolare (camere ad obbiettivo rotante) e ad una metodologia di ripresa particolare com'è quella dei percorsi (le immagini, fra loro parzialmente sovrapponibili, disegnano un 'continuo' spazio-visuale) chiarisce le intenzioni del lavoro condotto da Roberto Roda e dal Centro Etnografico Ferrarese sull'abitato di Cesenatico: quello di fornire l'amministrazione e la comunità di uno strumento tecnico per meglio leggere il territorio. Cesenatico è una città, che cerca di riflettere su se stessa, sui suoi valori culturali e sulle sue contraddizioni e che, proprio per questo, sta studiando un azione di riequilibrio del territorio. Spazî ritrovati, alla fine, è solo questo: uno strumento tecnico (e didattico) che 'fotografando lo stato di fatto attuale può facilitare la lettura del nostro presente e indurre riflessioni sul nostro possibile futuro urbanistico. Che le immagini di Roda, attento alla forma e all'eleganza compositiva delle inquadrature, denotino un'evidente e dichiarato affetto dell'autore ai luoghi descritti (per assidua frequentazione) non ci pare contradditorio ma determinante per l'esito della ricerca.
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